Introduzione
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si trova ad affrontare sfide significative legate all'invecchiamento della popolazione, alla crescente prevalenza di patologie croniche e alla necessità di garantire equità e sostenibilità nel lungo termine. In questo contesto, il rafforzamento dell'assistenza territoriale e domiciliare assume un ruolo centrale. Il recente DM 77/2022 ha delineato un nuovo modello organizzativo per la sanità territoriale, ponendo l'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC) al centro di tale riorganizzazione. Questa figura professionale è chiamata a svolgere un ruolo determinante non solo nell'erogazione delle cure, ma anche nel promuovere l'appropriatezza prescrittiva e la sostenibilità economica del sistema, in particolare attraverso la gestione della politerapia e il miglioramento dell'aderenza terapeutica.
L'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC): un modello organizzativo per la sanità territoriale
Il Decreto Ministeriale 77/2022 rappresenta una pietra miliare nella riforma dell'assistenza territoriale italiana, introducendo le Case di Comunità e ridefinendo il ruolo dei professionisti sanitari in questo ambito. L'IFeC, in particolare, è identificato come una figura chiave, essenziale per garantire la presa in carico continuativa della persona, la gestione delle cronicità, la prevenzione delle malattie e l'educazione sanitaria. Il suo operato si inserisce in un'ottica multiprofessionale e integrata, lavorando in stretta collaborazione con medici di medicina generale, specialisti, assistenti sociali e altri operatori sanitari. La sua presenza è standardizzata in un rapporto di un infermiere ogni 3.000 abitanti, una misura volta a garantire una copertura capillare del territorio. Tuttavia, i dati attuali evidenziano una significativa carenza di queste figure nelle Case di Comunità attivate, sottolineando l'urgenza di colmare il fabbisogno di circa 7.000 professionisti a tempo pieno per attuare pienamente il modello previsto. L'IFeC non è solo un erogatore di cure, ma un coordinatore del percorso assistenziale, facilitando il collegamento tra ospedale, territorio e servizi sociali, e agendo quale punto di riferimento per pazienti e caregiver. infermieritalia.com
Appropriatezza prescrittiva e gestione della politerapia nell'anziano
Uno degli aspetti più critici della sanità territoriale, soprattutto in relazione alla popolazione anziana, è la gestione della politerapia. Circa il 30% degli over 65 assume quotidianamente almeno dieci farmaci, una condizione che aumenta significativamente il rischio di interazioni farmacologiche, reazioni avverse, ospedalizzazioni inappropriate e peggioramento della qualità della vita. Uno studio condotto dall'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, nell'ambito di un progetto di medication review e deprescribing, ha evidenziato come una rivalutazione multidisciplinare delle terapie possa portare a risultati tangibili. Nei primi 100 pazienti anziani (età media 85 anni) inclusi nel progetto, è stata possibile la sospensione di una media di quattro farmaci per paziente, con una particolare attenzione a categorie come antidepressivi, benzodiazepine, statine, diuretici e inibitori di pompa protonica. Questo approccio non mira a sospendere farmaci indiscriminatamente, ma a personalizzare la terapia in funzione delle caratteristiche cliniche individuali, migliorando l'aderenza terapeutica e la sicurezza delle cure. Il beneficio clinico si associa a un impatto economico positivo, con un risparmio stimato di circa 60.000 euro l'anno per il SSN nei primi 100 pazienti trattati, un dato destinato a crescere con la possibile riduzione delle riospedalizzazioni correlate a eventi avversi da farmaci. L'integrazione di strumenti di intelligenza artificiale, come il software PINA (Prescribing Inappropriateness Assessment), può supportare i clinici nella valutazione dell'appropriatezza prescrittiva, pur mantenendo al professionista sanitario la decisione finale. doctor33.it
L'infermiere di famiglia e comunità come promotore dell'aderenza terapeutica
La mancata aderenza terapeutica rappresenta una delle principali cause di riacutizzazione delle malattie croniche e di ricoveri inappropriati. La sanità territoriale, e in particolare la figura dell'IFeC, si configura come uno strumento fondamentale per affrontare questo problema. Un progetto condotto nel Distretto 2 di Latina Scalo ha monitorato per 30 giorni 12 pazienti complessi in assistenza domiciliare, cercando di valutarne e migliorarne l'approccio alle cure. L'identificazione delle barriere principali – come politerapie complesse, solitudine, difficoltà economiche e declino cognitivo – ha permesso all'IFeC di attivare percorsi personalizzati. Questi includevano educazione terapeutica per paziente e caregiver, semplificazione della terapia (ad esempio, attraverso l'uso di pilloliere settimanali e schemi visivi) e un continuo lavoro di rete con medici di base, specialisti e servizi sociali. I risultati a 30 giorni hanno mostrato un netto miglioramento dell'aderenza terapeutica in cinque degli otto pazienti inizialmente non aderenti, stabilizzazione dei parametri clinici (pressione e glicemia) e l'assenza di accessi in pronto soccorso durante il periodo di osservazione. Questo dimostra come una presa in carico globale e multidimensionale, centrata sul paziente e sul suo contesto domiciliare, possa trasformare la terapia in un percorso condiviso di fiducia e vicinanza, migliorando gli esiti di salute e riducendo gli accessi ospedalieri. nursetimes.org
Punti chiave
- L'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC), definito dal DM 77/2022, è centrale per la riforma dell'assistenza territoriale.
- L'IFeC promuove la presa in carico proattiva, la gestione delle cronicità e la prevenzione, lavorando in equipe multidisciplinare.
- La revisione della politerapia negli anziani, supportata da strumenti come PINA, porta a una riduzione dei farmaci inappropriati, migliorando sicurezza ed efficacia delle cure.
- L'approccio dell'IFeC domiciliare migliora significativamente l'aderenza terapeutica, riducendo riacutizzazioni e ospedalizzazioni inappropriate.
- L'implementazione efficace dell'IFeC richiede il superamento del gap attuale nel fabbisogno di professionisti sanitari dedicati.
- La combinazione di appropriatezza prescrittiva e aderenza terapeutica promossa dall'IFeC contribuisce alla sostenibilità economica del SSN.
Conclusioni
L'integrazione e il potenziamento della figura dell'Infermiere di Famiglia e Comunità rappresentano una strategia fondamentale per rispondere alle esigenze di un SSN in evoluzione. L'IFeC non è solo un operatore sanitario, ma un catalizzatore di cambiamento nel modello assistenziale territoriale. La sua capacità di gestire la complessità dei pazienti cronici, promuovere l'appropriatezza prescrittiva e migliorare l'aderenza terapeutica si traduce in benefici concreti sia per i pazienti, in termini di qualità della vita e sicurezza delle cure, sia per il sistema sanitario, in termini di sostenibilità economica e ottimizzazione delle risorse. Superare le attuali criticità legate alla carenza di personale e rafforzare l'integrazione sociosanitaria permetterà di rendere pienamente operativi i modelli organizzativi previsti, garantendo un'assistenza più efficace, equa e accessibile a tutti i cittadini, soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione.
Fonti
- Case di Comunità PNRR: solo 216/781 con infermieri, fabbisogno 7.000 professionisti - Infermieritalia.com - https://www.infermieritalia.com/2026/07/04/case-di-comunita-pnrr-solo-216-781-con-infermieri-fabbisogno-7-000-professionisti-nursing-up-chi-lavorera-dentro/
- Politerapia negli anziani, la revisione delle terapie porta a sospendere quattro farmaci per paziente - Doctor33.it - https://www.doctor33.it/articolo/68180/politerapia-negli-anziani-la-revisione-delle-terapie-porta-a-sospendere-quattro-farmaci-per-paziente
- Il domicilio come lente d'ingrandimento: una marcia in più per l'aderenza terapeutica - Nurse Times - https://nursetimes.org/il-domicilio-come-lente-dingrandimento-una-marcia-in-piu-per-laderenza-terapeutica
Avvertenza
Si ricorda che questo articolo ha finalità puramente informative e divulgative e non sostituisce in alcun modo il parere, la diagnosi o il consiglio terapeutico di un professionista sanitario qualificato.

