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Revisione competenze Biologo: impatto su salute pubblica e sicurezza delle cure

La proposta di riforma dei requisiti di accesso alla professione di biologo solleva preoccupazioni riguardo a possibili sovrapposizioni con competenze di altre figure sanitarie, quali dietisti e tecnici di laboratorio. Le Federazioni professionali temono uno sconfinamento che potrebbe compromettere la qualità delle prestazioni diagnostiche e la sicurezza delle cure, incidendo direttamente sulla salute pubblica. Si auspica un tavolo tecnico per soluzioni condivise.

Introduzione

La disciplina del Biologo, figura centrale nel panorama delle professioni sanitarie, è oggetto di dibattito a seguito di una proposta di revisione dei requisiti per l'accesso alla professione. Tale revisione, approvata in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, ha innescato un'intensa discussione tra le varie federazioni professionali sanitarie, in particolare tra la Federazione nazionale ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp) e la Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi (Fnob). Il nucleo centrale delle preoccupazioni, sollevate con forza dalla Fno Tsrm e Pstrp, riguarda il potenziale rischio di 'sconfinamento' delle competenze dei biologi in ambiti che sono già normativamente attribuiti a figure sanitarie con una formazione clinica e tecnica specifica. Questo scenario, se non gestito con attenzione, potrebbe avere ripercussioni significative sulla sicurezza delle cure e sulla salute pubblica, pilastri fondamentali del Servizio Sanitario Nazionale.

Delicatezze nella ridefinizione dei profili professionali

La questione di fondo risiede nella potenziale ambiguità che potrebbe derivare dalla ridefinizione delle competenze del biologo, in particolare per quanto concerne le aree della diagnostica, della nutrizione e della prevenzione ambientale. La Fno Tsrm e Pstrp evidenzia come alcune delle competenze delineate nella revisione possano sovrapporsi a quelle già attribuite per legge a figure professionali quali i dietisti, i tecnici sanitari di laboratorio biomedico (TSLB) e i tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. Questo rischio di sovrapposizione non è un mero cavillo normativo, ma un aspetto che incide direttamente sulla qualità e sull'efficacia delle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini.

L'ambito diagnostico e di laboratorio

Nel contesto della diagnostica di laboratorio, ad esempio, la normativa vigente attribuisce ai Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (TSLB) specifiche competenze nell'esecuzione e nella validazione di esami analitici. Un'eventuale estensione delle competenze dei biologi in questa area, senza una chiara delimitazione dei ruoli, potrebbe generare confusione, duplicazioni di attività e, nel peggiore dei casi, compromettere l'affidabilità dei risultati diagnostici, con conseguenze dirette sulla corretta impostazione terapeutica. La Federazione dei TSLB, attraverso il suo presidente, Marco Tonelli, ha espresso la necessità di evitare sovrapposizioni con le attività già attribuite dalla normativa ai TSLB, sottolineando l’importanza di mantenere una chiara distinzione dei ruoli professionali.

La nutrizione e la dietetica

L'area della nutrizione e della dietetica rappresenta un altro punto nevralgico. La proposta di revisione potrebbe infatti ampliare il campo d'azione del biologo 'nutrizionista', definendone competenze che, secondo la Fno Tsrm e Pstrp e le associazioni di categoria come quella dei Dietisti, si sovrapporrebbero in modo inammissibile con quelle già normate e consolidate del dietista. Il dietista, figura sanitaria con una formazione specifica nell'elaborazione di piani nutrizionali personalizzati, in particolare in contesti clinici e patologici, rappresenta un anello insostituibile nella catena dell'assistenza nutrizionale. Un'indebita sovrapposizione metterebbe a rischio la corretta gestione clinica del paziente, la cui salute dipende anche da piani alimentari elaborati da professionisti con percorsi formativi dedicati e specifici per le diverse condizioni patologiche.

La prevenzione ambientale e la sicurezza nei luoghi di lavoro

Parallelamente, il profilo del Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (TPALL) vede le proprie funzioni pubblicistiche, che includono vigilanza amministrativa, accertamento ispettivo e segnalazione di violazioni di legge, potenzialmente interessate da sconfinamenti. Queste funzioni, che appartengono in via esclusiva al TPALL, svolte nella duplice veste di Pubblico Ufficiale e Ufficiale di Polizia Giudiziaria, sono cruciali per la tutela della salute pubblica in ambiti come l'igiene degli alimenti, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la prevenzione delle malattie trasmissibili. La Fno Tsrm e Pstrp chiede che le competenze del TPALL siano salvaguardate, evitando ambiguità operative che potrebbero minare l'efficacia delle azioni di controllo e prevenzione.

Il principio di salvaguardia e la tutela della salute pubblica

Le criticità sollevate dalla Fno Tsrm e Pstrp si fondano su principi normativi precisi, come il divieto di parcellizzazione delle professioni sanitarie introdotto dalla Legge n. 43/2006 e ribadito dalla Legge n. 3/2018 (Legge Gelli-Bianco). Tali leggi dispongono che nuove funzioni sanitarie non debbano sovrapporsi a competenze già attribuite ad altre figure professionali già esistenti e regolarmente inquadrate nel sistema sanitario. La riforma dell'esame di Stato per l'accesso alla professione di biologo, secondo la Federazione, dovrebbe inoltre rimanere nei confini tracciati dalla legislazione vigente, come la Legge 163/2021 e i relativi decreti attuativi ministeriali (D.M. 1648 e 1649 del 2023), senza ridefinire i profili professionali oltre il perimetro previsto.

La preoccupazione espressa è chiara: attribuire ai biologi competenze cliniche, diagnostiche e di prevenzione che sono proprie di profili sanitari con una formazione e un inquadramento normativo specifico significa minare al sistema di garanzie che tutela il cittadino all'interno del Servizio Sanitario Nazionale. La sicurezza e la qualità delle prestazioni sanitarie dipendono da una chiara definizione dei ruoli, da un'adeguata formazione e da un'esercizio professionale che rispetti i confini normativi, garantendo così l'affidabilità dell'intero sistema.

Azioni e proposte per la tutela del sistema sanitario

Di fronte a questo scenario, la Fno Tsrm e Pstrp ha formalmente richiesto ai Ministeri della Salute e dell’Università l’istituzione di un tavolo tecnico congiunto. L'obiettivo è quello di avviare un confronto costruttivo con la Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi (Fnob), al fine di individuare soluzioni condivise che possano preservare la sicurezza delle cure, la qualità delle prestazioni e l'affidabilità del Servizio Sanitario Nazionale. L'auspicio è che questo dialogo possa portare a una revisione del testo normativo che tenga conto delle competenze specifiche di ciascuna professione, garantendo un'efficace tutela della salute pubblica e evitando potenziali conflitti e sovrapposizioni che potrebbero indebolire il sistema nel suo complesso.

Punti chiave

  • La revisione dei requisiti di accesso alla professione di biologo solleva preoccupazioni di sovrapposizione con altre professioni sanitarie.
  • Le Federazioni professionali temono uno sconfinamento di competenze in ambiti diagnostici, nutrizionali e di prevenzione.
  • Figure come dietisti, tecnici sanitari di laboratorio biomedico e tecnici della prevenzione potrebbero vedere le proprie aree di competenza interessate.
  • Si sottolinea l'importanza di rispettare il divieto di parcellizzazione delle professioni sanitarie e di mantenere chiari i confini normativi.
  • La tutela della salute pubblica e la sicurezza delle cure sono considerate minacciate da potenziali ambiguità professionali.
  • È stata avanzata la richiesta di un tavolo tecnico inter-federale per trovare soluzioni condivise e tutelare l'affidabilità del SSN.

Conclusioni

La discussione sulla revisione delle competenze del biologo evidenzia la complessità e la delicatezza della materia professionale in ambito sanitario. La necessità di innovare e adattare le figure professionali alle esigenze di un sistema sanitario moderno non può prescindere dal rispetto dei quadri normativi esistenti e dalla salvaguardia della sicurezza del paziente e della qualità delle cure. Un dialogo aperto e costruttivo tra le diverse componenti professionali, supportato dalle istituzioni ministeriali, è essenziale per raggiungere un equilibrio che valorizzi le specificità di ogni professione, garantendo al contempo un servizio sanitario efficiente, sicuro e affidabile per tutti i cittadini.

Fonti

  • Tecnici sanitari, 'con revisione competenze biologi rischio sconfinamento professione' - Sanità - Ansa.it: ansa.it
  • Revisione competenze dei Biologi. FNO TSRM e PSTRP: “A rischio sicurezza dei cittadini e qualità delle cure” | AgenSalute: agensalute.it

Avvertenza

Questo articolo ha finalità puramente informative e divulgative e non intende sostituire il parere di un professionista sanitario qualificato. Le decisioni relative alla propria salute o al proprio percorso professionale dovrebbero sempre essere discusse con medici, biologi o altri specialisti competenti.

Fonte
ansa.it
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