Introduzione
Il 25 maggio 2026 ha segnato un momento cruciale per la professione di osteopata in Italia con la pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) che definisce i criteri per il riconoscimento dei titoli pregressi e disciplina il percorso transitorio verso la piena regolamentazione. Questo DPCM, che recepisce l'accordo sancito il 18 dicembre 2025 in Conferenza Stato-Regioni, integra l'osteopatia nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) come professione sanitaria, chiudendo un lungo processo iniziato con la Legge 3/2018 e formalizzato dal DPR 131/2021 assocarenews.it. Questa svolta normativa mira a omogeneizzare gli standard formativi e professionali, contrastare l'abusivismo e offrire maggiore tutela ai pazienti, anche se il dibattito scientifico sull'efficacia di alcune pratiche osteopatiche resta attivo dottnet.it.
Il quadro normativo e la formazione
Il DPCM del 25 marzo 2026 rappresenta un tassello fondamentale per la completa integrazione dell'osteopatia nel sistema sanitario italiano. La normativa stabilisce requisiti formativi stringenti per l'accesso alla professione e un percorso transitorio per gli operatori già attivi. Dal 1° settembre 2026, i corsi abilitanti in osteopatia potranno essere attivati esclusivamente dalle Università accreditate dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Questo segna la fine della fase in cui le scuole private erano l'unico canale formativo assocarenews.it.
Per gli studenti che intraprenderanno il percorso universitario, saranno richiesti almeno 2.400 ore di formazione teorica (pari a 96 Crediti Formativi Universitari - CFU) e almeno 1.000 ore di tirocinio pratico in osteopatia (equivalenti a 40 CFU). Questo garantisce un curriculum standardizzato e rigoroso, allineato con gli standard accademici delle altre professioni sanitarie. L'obiettivo è superare l'eterogeneità formativa che ha caratterizzato la disciplina in passato, fornendo una base solida di conoscenze e competenze tgcom24.mediaset.it.
Percorso transitorio e riconoscimenti pregressi
Un aspetto cruciale del DPCM riguarda la gestione degli osteopati già formati o in formazione. Per questi professionisti, sono stati istituiti elenchi speciali ad esaurimento presso gli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM-PSTRP) assocarenews.it. Possono iscriversi a questi elenchi coloro che, entro il 31 agosto 2026, risultino iscritti a un corso di osteopatia di almeno tre anni, abbiano completato il percorso formativo e siano in possesso di diploma di scuola secondaria superiore o titolo equivalente.
Il decreto distingue due percorsi di riconoscimento per i titoli pregressi. Il primo si rivolge a chi possiede esclusivamente un titolo di osteopata ottenuto attraverso un corso almeno triennale, richiedendo integrazioni formative specifiche in aree come medicina legale, etica, organizzazione sanitaria, sicurezza sul lavoro e pronto soccorso. Il secondo percorso è riservato ai professionisti già in possesso di una laurea sanitaria abilitante o di un titolo equipollente. Per questi ultimi, il monte ore teorico minimo scende a 1.500 ore (60 CFU), mantenendo il requisito delle 1.000 ore di tirocinio pratico. Le competenze già acquisite nel percorso universitario precedente potranno essere riconosciute, semplificando il processo per chi ha già una formazione sanitaria di base assocarenews.it.
L'esperienza professionale maturata è anch'essa valorizzata. Se il tirocinio pratico non raggiunge le 1.000 ore previste, sarà possibile compensare con un'attività professionale documentabile di almeno 36 mesi, anche non continuativi, svolta dalla Legge 3/2018 fino ai 24 mesi successivi alla pubblicazione dell'accordo. Tuttavia, l'iscrizione agli elenchi speciali non garantisce automaticamente il passaggio all'albo professionale. Gli osteopati dovranno sostenere un esame di abilitazione presso le Università dove saranno attivati i corsi di laurea in Osteopatia entro sei anni per ottenere il riconoscimento del titolo o l'equipollenza alla laurea abilitante. Chi non completerà questo percorso nei tempi stabiliti verrà cancellato dall'elenco speciale assocarenews.it.
Il dibattito scientifico e l'integrazione nel SSN
Nonostante il riconoscimento normativo, il dibattito scientifico sull'efficacia dell'osteopatia persiste. Una parte del mondo medico e accademico sottolinea la limitatezza o l'eterogeneità delle evidenze cliniche per alcune indicazioni terapeutiche storicamente associate alla disciplina dottnet.it. Alcune metanalisi, ad esempio, non hanno riscontrato benefici clinicamente rilevanti per il trattamento osteopatico nel mal di schiena rispetto al placebo, evidenziando spesso una scarsa qualità metodologica degli studi ilpost.it. Similmente, per le coliche infantili o l'osteopatia viscerale e cranio-sacrale, la ricerca ha segnalato una mancanza di prove solide e ben condotte sull'affidabilità e l'efficacia delle tecniche ilpost.it.
È importante notare che la mancanza di evidenze robuste non implica automaticamente un'assenza di effetti avversi. Alcune tecniche manipolative, in particolare quelle ad alta velocità e bassa ampiezza (HVLA), specialmente a livello cervicale, possono comportare rischi di lesioni articolari, compressioni nervose o eventi più gravi come la dissezione delle arterie, con conseguente ictus ilpost.it.
D'altra parte, altri settori sanitari riconoscono il crescente utilizzo dell'osteopatia nella gestione di problematiche muscolo-scheletriche e riabilitative, sottolineando la necessità di regolamentare una professione già ampiamente diffusa. L'introduzione di standard formativi universitari e l'istituzione di un albo professionale sono visti come passi essenziali per garantire qualità e sicurezza, contrastando l'abusivismo professionale repubblica.it. La progressiva integrazione nel SSN non significa un'automatica erogazione di prestazioni gratuite o rimborsate, ma crea le condizioni normative per una futura inclusione nei percorsi assistenziali pubblici tgcom24.mediaset.it.
Punti chiave
- L'osteopatia è stata formalmente riconosciuta come professione sanitaria in Italia con il DPCM del 25 marzo 2026.
- Dal 1° settembre 2026, la formazione abilitante in osteopatia sarà esclusivamente universitaria, con standard rigorosi di ore teoriche e di tirocinio pratico.
- È previsto un percorso transitorio per il riconoscimento dei titoli pregressi e l'iscrizione a elenchi speciali, con un esame abilitante da sostenere entro sei anni.
- Il dibattito scientifico sull'efficacia clinica dell'osteopatia per diverse condizioni patologiche rimane aperto, con la necessità di studi più rigorosi.
- L'integrazione nel SSN mira a garantire maggiore tutela ai pazienti e standard professionali omogenei, contrastando l'abusivismo.
Conclusioni
Il recente DPCM rappresenta una pietra miliare per la professione di osteopata in Italia. La regolamentazione e l'integrazione nel Servizio Sanitario Nazionale sono passi fondamentali per elevare gli standard qualitativi e garantire maggiore sicurezza ai pazienti. Il processo di transizione per gli operatori già in attività è strutturato per conciliare le competenze acquisite con i nuovi requisiti formativi universitari. Resta tuttavia un imperativo continuare a promuovere una ricerca scientifica rigorosa e indipendente sull'efficacia delle diverse pratiche osteopatiche, al fine di orientare al meglio l'integrazione della disciplina nei percorsi di cura e riabilitazione, sempre nell'ottica della medicina basata sull'evidenza.
Fonti
- aimoedu.it - Osteopatia: pubblicato il Decreto sulle equipollenze
- osteopathyacademy.it - Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT) nella Stipsi Cronica Funzionale: Estensione di uno Studio con Casi Pediatrici e Neonatali, con Focus su Disfunzioni Toraciche Costo-Sternali e Cranio-Cervicali Monolaterali
- repubblica.it - L'osteopatia entra definitivamente nel Servizio sanitario nazionale
- tgcom24.mediaset.it - Osteopatia, via libera definitivo nel Servizio sanitario nazionale
- ilpost.it - L’osteopatia funziona o ci sembra che funzioni?
- tsrmfirenze.org - DPCM 25 marzo 2026 – Iscrizione agli elenchi speciali ad esaurimento degli osteopati: prime informazioni
- dottnet.it - Osteopatia, completato il percorso normativo: la professione entra nel SSN
- assocarenews.it - Osteopatia, svolta storica: riconoscimento dei titoli pregressi e sei anni per ottenere l’abilitazione definitiva.
Avvertenza: Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non intende fornire consigli clinici individuali, diagnosi personalizzate o posologie. Per qualsiasi questione relativa alla propria salute, è fondamentale consultare un professionista sanitario qualificato.

